Original scientific paper
https://doi.org/10.32728/h2024.02
Lovro Kurelić, poliglotta, cortigiano e araldo imperiale, un istriano alla corte di Leopoldo I d’Asburgo
Robert Kurelić
; Sveučilište Jurja Dobrile u Puli
Abstract
Lovro Kurelić, nato a Bogliuno verso la fine della Guerra degli Uscocchi (1615 – 1618), era originario di una famiglia che, fuggita dalla Bosnia davanti alla minaccia degli Ottomani, si era stabilita in Istria. Lovro Kurelić, orfano di padre, probabilmente perito in guerra, si appoggiò al resto della famiglia, soprattutto sullo zio, il parroco di Bogliuno Bernard Velijan e i cognati della zia, provenienti dalla famiglia dei Glavinić. Il rinomato storico e scrittore croato, il francescano Franjo Glavinić, aveva provveduto alla sua istruzione conseguita nei circoli ecclesiastici, un’esperienza che gli aveva permesso di intraprendere la carriera presso la corte asburgica. Per la durata del XVII secolo, la corte degli Asburgo si era sottoposta ad un processo di modernizzazione e le persone colte stavano diventando sempre più rilevanti per il funzionamento dell’amministrazione, per le missioni diplomatiche e l’espletamento della comunicazione nel contesto di un Impero multinazionale. Ed è proprio grazie alla sua conoscenza della lingua tedesca, italiana e latina nonché delle lingue slave, che Kurelić aveva fatto carriera alla corte di Ferdinando III e in seguito anche del suo erede Leopoldo I. Inoltre, come araldo boemo aveva partecipato a numerosi avvenimenti cerimoniali e diplomatici ma ricoprì anche un ruolo cruciale in qualità di traduttore e intermediario con le delegazioni russe e ottomane. Le sue abilità gli consentirono di prendere parte in missioni diplomatiche di grande importanza nel ruolo di traduttore e cortigiano, inclusa la missione del 1655 a Mosca, organizzata per le trattative di pace tra la Polonia e la Russia. Accanto alla carriera ufficiale conseguita alla corte asburgica, Kurelić si occupava anche di un’attività particolarmente redditizia, legata alla redazione di genealogie di famiglie nobili provenienti da tutto l’Impero. Tra le più conosciute oggi, fu autore della genealogia della nobile famiglia Peverelli, di Giacomo Kettler duca di Curlandia e Semigallia e di quella che fu sicuramente la più prestigiosa, la genealogia dello zar russo Aleksej I Romanov. La sua posizione unica quale persona fidata dell’imperatore del Sacro Romano Impero, gli concesse la libertà di esprimere la propria creatività nel collegamento dei suoi clienti con avi mitologici e personalità di rilievo, conferendo così prestigio alla loro origine nobiliare ed evitando al contempo di inimicarsi gli Asburgo per aver interferito nei miti della famiglia imperiale. Tuttavia, nonostante il suo successo, Lovro Kurelić dovette fare i conti con salari che venivano versati con grande ritardo, situazione tipica per gli ufficiali della corte asburgica. Il suo testamento rivela che egli si appellò ai suoi amici e mecenati, pregandoli di provvedere all’educazione dei suoi figli, riconoscendo l’istruzione quale chiave del proprio successo. In questo modo aveva sottolineato l’importanza del sapere, dell’impegno e della fede nelle proprie capacità quali basi dell’incredibile viaggio che era stata la sua vita, un viaggio iniziato da radici modeste e umili, che lo aveva portato a ottenere una posizione prestigiosa e comoda presso una delle corti più potenti d’Europa.
Il lascito di Lovro Kurelić si rispecchia nelle sue opere, custodite in numerose biblioteche europee e nel suo influsso esercitato sulla storia della diplomazia e dell’araldica asburgica.
Keywords
Hrčak ID:
340503
URI
Publication date:
8.12.2025.
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