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Original scientific paper

https://doi.org/10.32728/h2025.01

L’età degli sposi nella parrocchia di Rozzo 1651 – 1800

Zdenko Balog


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page 11-54

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Abstract

Il testo analizza il fenomeno sociale relativo all’età degli sposi della parrocchia di Rozzo tra il 1651 e il 1800. Durante questo periodo, nella parrocchia di Rozzo sono stati celebrati più di mille matrimoni. Si è stabilito che gli uomini giovani contraevano in media il primo matrimonio a 27,78 anni, mentre le donne lo facevano a 24,64 anni. Suddividendo i dati per fasce d’età, è stato individuato che le persone prediligevano una determinata età per unirsi in matrimonio, età simile a quella rilevata nelle adiacenti zone dell’Istria veneziana, e che la media risultava essere piuttosto elevata a causa di un numero significativo di sposi di entrambi i sessi che avevano più di 30, e persino più di 35 anni. Di conseguenza, più del 28 % degli uomini e oltre l’11 % delle donne avevano contratto il primo matrimonio a 30 anni o più. Nel contributo sono stati analizzati diversi fattori che hanno inciso sul matrimonio: figli illegittimi e rapporti prematrimoniali, matrimoni di vedovi, esogamia e matrimoni con dispensa celebrati tra parenti. Sebbene tutti questi fattori indichino una certa correlazione con l’età degli sposi, non sono sufficientemente decisivi da giustificare l’età avanzata degli sposi di Rozzo rispetto a quelli di, ad esempio, Pola o Parenzo. Inoltre, tale correlazione risulta essere reciproca poiché la frequenza dei figli illegittimi e dei concepimenti prematrimoniali è, più che altro, una conseguenza del rinvio del matrimonio anziché una sua causa. La vera ragione della presenza di sposi più vecchi dei 30 anni, cioè del matrimonio tardivo, risiede nella struttura familiare, ossia nel ciclo della cosiddetta “famiglia madre”. Si tratta di una famiglia nucleare (genitori e figli non sposati) i cui figli si sposano e si maritano al di fuori della casa dei genitori, mentre in casa rimangono uno o due “eredi” non sposati, che soltanto sul letto di morte o dopo la morte dei genitori potranno sposarsi e assumere la gestione della famiglia. Ciò vale però soltanto per uno dei figli non sposati che sono rimasti in casa coi genitori. In questo modo si perpetua il modello del matrimonio contratto sul letto di morte del padre. Qualora i genitori fossero morti prima, i figli “eredi” avrebbero potuto sposarsi già un po’ prima dei trent’anni; tuttavia, se uno dei genitori raggiungeva un’età molto avanzata, accadeva non solo che uno degli “eredi” rimandasse il matrimonio in maniera innaturale ma anche che non facesse più in tempo a sposarsi.

Keywords

Hrčak ID:

349938

URI

https://hrcak.srce.hr/349938

Publication date:

29.7.2026.

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