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Riassunto: Dati storici concernenti la scuola media di Veglia
Vjekoslav Štefanić
Sažetak
Citta ed isola di Veglia - denominazione che spesso si riscontra nei documenti storici - significa in realta un dualismo: la citta, sede dal vescovato e dell'amministrazione civile, adoperando in liturgia la lingua latina e nell'amministrazione lingua italiana, e l'isola abitata dai Croati che nei loro castelli godevano una certa autonomia e nelle chiese usavano la cosiddetta liturgia slavo-glagolitica. Le conseguenze di tale stato di cose manifestavansi spiccatamente anche nel settore scolastico. Lo scopo principale dei glagoliti era l'educazione dei preti capaci di eserticare l'ufficio divino in slavo. Ma il loro studio basava sulle iniziative private, in ambito dei capitoli rurali e monasteri, senza programmi fissi. Seminari veri e propri non esistevano mai sull'isola. Tuttavia fino al periodo postridentino i loro risultati potevano dirsi soddisfacenti. Ma nei secoli XVII e XVIII il numero di preti slavi cresceva in proporzioni contrarie alle esigenze religiose e culturali dell’epoca. Per supplire alla mancanza di un seminario il doge Carlo Contareno — applicando i redditi di alcuni benefizi semplici (cappelle) dell'isola - fondo nel 1655 la scuola dei chierici dell’idioma »illirico« proprio nella citta di Veglia. L'unico maestro di questa scuola non molto regolare non poteva soddisfare alle esigenze del tempo moderno quando dai chierici vieppitt si esigevano scuole superiori e conoscenza di lingua latina. Con tali argomenti il doge Alvise Mocenigo nel 1744 sopresse questa scuola. Dopo di che i chierici glagoliti andavano vieppiu fuori dell'isola frequentando scuole superiori latine o ricorrevano alle scuole private nei castelli dell’isola. Da tempi remoti esisteva nella citta di Veglia una scuola comunale. Dalle conferme piu antiche che risalgono alla fine del secolo XV consta che la scuola aveva un maestro che veniva condotto da tre in tre anni. La sua elezione era sempre sottoposta alla conferma del doge, mentre il consiglio del commune era obbligato di mantenerlo. Dai primi decenni del secolo XVI in poi questa scuola si chiama sempre »scuola di grammatica«. Sua materia principale era dunque lingua latina, cioé corrispondeva alle classi iniziali delle scuole medie conteporanee. Appena nel 1735 con un decreto del doge Alvise Pisani la scuola fu completata con altri due maestri, rispettivamente due discipline: prima umanita e retorica e seconda filosofia e morale. D’allora in poi la scuola veniva chiamata ginnasio o liceo pubblico. Per mantenimento della scuola di umanita e retorica erano obbligate le confraternite religiose, invece le spese per la filosofia e morale sono state messe alle spalle dei benefizi ecclesiastici. Questo liceo frequentava non soltanto la gioventu laica ma anche i chierici della citta, mentre abbastanza scarso era il numero degli scolari isolani. Precettori del liceo erano, quasi senza eccezione, i canonici della cattedrale, dottorati in filosofia e teologia, assolventi delle universita o collegi di Venezia, Padova, Loreto, Fiume ecc. Scarse sono le notizie intorno alla organizzazione e profilo del liceo, alla durata dei singoli corsi e ecc., ma in ogni modo questa istituzione corrispondeva al ginnasio contemporaneo. Anzi lo superava con lo studio di filosofia e morale destinato in primo luogo ai candidati del presbiterato. Resistendo alle sempre presenti dificolta finanziarie e alla deficienza di maestri capaci questa scuola ebbe fortuna migliore delle altre simili in Dalmazia. Tuttavia verso la fine del secolo all'ombra delle guerre napoleoniche, dopo la caduta di Venezia e nel periodo di una depauperzaione generale i destini del liceo peggioravano. Prima si estinse la scola di filosofia e morale. Durante il governo austriaco i corsi di grammatica e di umanita-retorica vivacchiavano. I Francesi dopo aver occupato tutta la Damazia si misero subito ad organizzare una rete di scuole, ma il successo rimase inevitabilmente troppo modesto. Loro piano comincio a realizzarsi anche a Veglia. La lingua d'insegnamento resto italiana e latina come prima, mentre la lingua croata era totalmente negletta. Immischiati in continue guerre, dopo aver esaurito tutte le risorse del paese occupato, i Francesi (il governatore delle Provincie Illiriche Bertrand) abolirono finalmente col decreto del 12 dicembre 1811 tutti ginnasi in Dalmazia. In quel momento si estinse anche il ginnasio di Krk. Suo bilancio, dal punto di vista nostro, non era molto positivo. La lingua dell'isola non si respettava né dall'amministrazione veneta né austriaca e neanche dal regime democratico francese. L'indirizzo italiano era tale che il vescovo Giovanni A. Šintić nel 1803 poteva scrivere: »Perché li 12 canonici e dieci sacerdoti semplici, de quali e composto il clero della Cattedrale non vi si trova uno, che sappia legger l'llirico, e perché tutti, niuno eccetuato, trascurano la lingua originaria del paese...« I tentativi che si intraprendevano durante il secondo governo austriaco a scopo di ripristinare il ginnasio o di aprire un seminario per i chierici andorano a vuoto. Fallirono in special modo le iniziative dei vescovi e del commune di utilizzare a tal fine i conventi francescani. Senza effetto rimase anche a lotta del deputato alla Camera dei deputati a Vienna Domenico Vitezić per un ginnasio inferiore croato. A tale scopo doveva servire una fondazione del vescovo Francesco A. Feretić dell'anno 1889. Il suo capitale applico il vescovo Mahnić in favore del convitto che veniva eretto accanto al ginnasio croato Pisino. La guerra mondiale del 1914-1918 mise sottosopra tutti i piani ulteriori.
Ključne riječi
Hrčak ID:
343651
URI
Datum izdavanja:
30.5.1971.
Posjeta: 220 *