Review article
https://doi.org/10.31727/m.28.4.4
Potenziale impiego dell’okra o gombo (Abelmoschus esculentus L.) come additivo fitogeno nell’alimentazione degli animali domestici
Dalida Galović
; Sveučilište J. J. Strossmayera, Fakultet agrobiotehničkih znanosti Osijek, Osijek, Hrvatska
*
Ivana Prakatur
; Sveučilište J. J. Strossmayera, Fakultet agrobiotehničkih znanosti Osijek, Osijek, Hrvatska
Vladimir Margeta
; Sveučilište J. J. Strossmayera, Fakultet agrobiotehničkih znanosti Osijek, Osijek, Hrvatska
Danijela Samac
orcid.org/0000-0001-9277-3710
; Sveučilište J. J. Strossmayera, Fakultet agrobiotehničkih znanosti Osijek, Osijek, Hrvatska
* Corresponding author.
Abstract
La moderna produzione zootecnica si trova ad affrontare la sfida della ricerca di fonti alimentari alternative che, al contempo, favoriscano la crescita e migliorino lo stato di salute degli animali. A causa delle normative sempre più severe relative all’uso degli antibiotici e della crescente preoccupazione per lo sviluppo della resistenza antimicrobica, le ricerche sono orientate all’individuazione di sostanze bioattive naturali. Negli ultimi anni, l’okra (o gombo) ha attirato l’attenzione della comunità scientifica come potenziale fitobiotico naturale. Sebbene venga coltivata principalmente per i suoi giovani frutti destinati all’alimentazione umana, i sottoprodotti dell’okra (foglie, fusti e frutti sovramaturi) rappresentano una risorsa inutilizzata nell’alimentazione degli animali domestici. Gli additivi fitogeni nei mangimi migliorano l’appetito e l’assunzione, stimolano la secrezione degli enzimi digestivi e attivano gli antiossidanti; possiedono inoltre proprietà antibatteriche e antivirali che rafforzano la risposta immunitaria. Il valore nutrizionale dell’okra varia notevolmente a seconda della parte morfologica della pianta. Mentre i frutti freschi garantiscono un basso apporto energetico con un’elevata concentrazione di fibre alimentari solubili, vitamine e minerali, i semi maturi rappresentano la fonte più concentrata di nutrienti. Le analisi chimiche confermano che i semi contengono fino al 21% di proteine e al 14% di grassi, con un profilo favorevole di aminoacidi. Le foglie di okra, con un contenuto proteico pari a circa il 15-20% della sostanza secca, possono essere utilizzate come valido sostituto di una parte dei mangimi proteici nelle razioni di ruminanti e conigli. Particolare importanza viene attribuita alla mucillagine dell’okra, composta da polisaccaridi acidi complessi. Tali composti agiscono come prebiotici naturali. I polisaccaridi dell’okra modificano la microflora intestinale favorendo la crescita dei batteri lattici benefici e, allo stesso tempo, inibiscono la colonizzazione di patogeni quali Escherichia coli. Studi precedenti indicano che basse dosi di polvere di okra migliorano significativamente la qualità della carne, la salute della microflora intestinale e presentano un effetto epatoprotettivo e nefroprotettivo negli animali domestici. L’aggiunta di farina di foglie di okra nelle razioni delle galline ovaiole determina una migliore pigmentazione del tuorlo e un aumento dello spessore del guscio dell’uovo; uno dei risultati più rilevanti è inoltre l’effetto ipolipidemizzante, poiché il consumo regolare di integratori a base di okra porta alla riduzione dei livelli di colesterolo nelle uova, rendendole nutrizionalmente più desiderabili per l’alimentazione umana e posizionando così l’okra come un promettente additivo fitogeno. Le piante di okra sono in grado di tollerare periodi prolungati di esposizione diretta alla luce solare (sono resistenti all’umidità, alla siccità e al calore) e possono adattarsi a diversi tipi di terreno; per questo motivo l’okra potrebbe diventare in futuro una componente fondamentale dei sistemi sostenibili di alimentazione animale.
Keywords
additivo fitogeno; okra; alimentazione degli animali domestici
Hrčak ID:
349758
URI
Publication date:
25.7.2026.
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