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IL RUOLO DELLE CONDIZIONI IGIENICOSANITARIE A BARI NELLA POLITICA DI COSTRUZIONE DELL’ACQUEDOTTO PUGLIESE

Sabrina Veneziani ; Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Bari, Italia


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str. 229-248

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Nella città di Bari, durante il XIX secolo sono state portate avanti energiche battaglie politiche da amministratori e governanti, al fine di garantire alla popolazione il bene considerato primario per la vita: l’acqua. In città, non vi erano fiumi o sorgenti d’acqua potabile; la popolazione placava la sete attingendo da cisterne pubbliche e private di raccolta delle acque piovane. Lo stato della pavimentazione stradale, la cattiva manutenzione dei serbatoi e la presenza dei pozzi neri assorbenti nella vicinanze delle conserve idriche rendevano spesso il contenuto delle cisterne carico di microrganismi patogeni, virus, batteri o parassiti responsabili delle più diffuse affezioni dell’apparato digerente. Il presente lavoro vuole evidenziare i legami profondi tra le campagne politiche per la costruzione dell’acquedotto e il riconoscimento da parte della comunità scientifica prima e dei governanti poi del nesso causale tra malattie “idriche” e acqua infetta. Il caso della città di Bari è esemplare poiché, come dimostrano le statistiche delle cause di morte, le condizioni igieniche della città sono mutate parallelamente agli interventi infrastrutturali sul tessuto urbano, per modificarsi radicalmente dopo l’allaccio dell’Acquedotto pugliese e la costruzione della fognatura dinamica.

Ključne riječi

acqua, febbre tifoide, colera, Bari, Acquedotto pugliese

Hrčak ID:

171411

URI

https://hrcak.srce.hr/171411

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