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NUOVE SCOPERTE SULLA COSTRUZIONE E LA MORFOLOGIA DELLA CHIESA FRANCESCANA SULL’ISOLA DI BADIJA NEI PRESSI DI KORČULA

Igor Fisković ; HAZU, Zagreb


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Questo studio è fondato sui precedenti risultati delle ricerche della chiesa del convento francescano, che sono stati pubblicati ma non complessivamente interpretati. Per questo motivo si pone qui l’accento fondamentale sulle questioni riguardanti certi fenomeni chiaramente visibili nella chiesa, che risale al passaggio dal XV al XVI secolo, e che compromettono l’armonia rinascimentale delle sue forme. A questo scopo ci si addentra nella storia più lontana dell’edificio sacro esistente, come tramandato dai documenti, già prima della metà del Trecento, e di cui presero possesso i francescani osservanti cinque decenni dopo la costruzione della chiesetta della Madonna della Misericordia. Della sua architettura sicuramente gotica non è rimasto niente, ciò che si giustifica razionalmente con l’invasione dell’esercito degli Aragona, nell’anno 1483, come nemico dello stato di Venezia che intorno all’anno 1420 aveva occupato tutta la Dalmazia ed anche la città di Korčula nelle immediate vicinanze dell’isoletta di Badija. In quell’occasione, la città fortificata si difese dal nemico, ma il convento con la sua chiesa fu ridotto in tale stato che negli anni successivi si iniziò a costruire una chiesa molto più grande – consacrata nell’anno 1533 con il titolo di S. Maria Grande o Assunta. Questo titolo si conservò fino alla metà del Settecento, da quando la si menziona come Ecclesia della SS. Maria et S. Crucis, essendole stata aggiunta la grande cappella barocca di Santa Croce. Nel frattempo il convento subì un altro attacco armato, nell’anno 1571, quando una parte della flotta ottomana nell’imminenza della battaglia di Lepanto entrò in Adriatico e devastò la Dalmazia meridionale, eccetto la città di Korčula che si difese con successo. Le fonti scritte tramandano che nella chiesa sull’isola di Badija furono allora messi a fuoco tutti gli arredi, cosicché dalla fine del Cinquecento furono rinnovati radicalmente, ma non secondo l’ordinamento precedente, bensì rispettando le normative del Concilio Tridentino. In base a quei decreti il vescovocardinale Carlo Borromeo stese istruzioni dettagliate e autorevoli per l’aspetto finale della chiesa di Badija, attraverso le quali lo stato precedente si può comparare con quello successivo.

Gli avvenimenti storici hanno costituito la cornice del rapporto di continuità – discontinuità che si rivela analizzando minuziosamente la serie degli elementi all’interno della chiesa. In primo luogo si chiarisce l’inconsueta comparsa del grande portale di stile gotico sul fianco dell’abside appartenente organicamente alla imponente forma architettonica tipologicamente legata al gruppo regionale dalmato meridionale delle chiese francescane. Si avanza l’ipotesi che il portale sia opera del maestro Hranić Dragošević da Korčula, che lo si possa datare ai primi del Quattrocento e che sia stato realizzato per la chiesetta di S. Maria della Misericordia in quanto la sua morfologia corrisponde a quel periodo e l’iconografia del rilievo nella lunetta discende dal titolo della chiesa. I motivi della sua collocazione si spiegano con l’intenzione di lasciare memoria della chiesa, ma guasta la simmetria visivoestetica della Cappella maior. Il concentrarsi sui contenuti della chiesa promosse nuovi interventi verso la fine del Cinquecenta, quando vi furono collocati gli stalli lignei del coro originariamente eseguiti per una navata ampia il doppio e dalla quale nello spirito della Riforma Tridentina era stato rimosso l’alto tramezzo. Di tutto ciò si riportano le prove materiali illustrando le tre fasi vitali dell’edificio sacro definite dai generali cambiamenti nella liturgia della Chiesa latina. Grazie ad essi, infine, l’abside fu completata dal pittoresco altare barocco, con mensa e tabernacolo opera dell’artista veneziano A. Tiralli dell’anno 1723 e dalla costruzione sovrastante con le sculture che sono copie in gesso delle opere di un artista del tempo, G. Toretti, nella chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia.

Parallelamente lo studio segue il destino delle opere d’arte della prima chiesetta originaria - l’icona bizantineggiante della Madonna dell’Isola, per la quale fu eretto sul lato nord della navata un altare ligneo in stile manieristico, e il polittico gotico di alabastro, proveniente dall’Inghilterra, con scene a rilievo della passione di Cristo interpolate nel nuovo allestimento dell’edificio. A parte, si discute del Crocifisso tridimensionale con quattro figure risalenti all’anno 1457 e opera del grande scultore dalmata Juraj Petrović da Spalato. Anche questo artefatto monumentale e prezioso oggetto di culto apparteneva alla chiesetta gotica originaria, che subì un incendio nel 1483, ma durante il rinascimento perse il suo posto, quando nel 1571 il tramezzo fu definitivamente rimosso dalla navata. I documenti tramandano che il Crocifisso fu portato due volte dall’isola a Korčula e così salvato dalle rapine dei nemici, e rivelano le circostanze dell’erezione dell’imponente cappella di Santa Croce, aggiunta alla chiesa a nord. Interamente disegnata e progettata da G. Massari fu realizzata entro il 1763 da costruttori locali, mentre l’altare e il portale in marmo furono acquistati in Italia. Nel rappresentativo complesso si avverarono in maniera esemplare sia i principi del Concilio Tridentino sia le istruzioni di San Carlo Borromeo. Distinguendo la loro concretizzazione nella forma definitiva dell’interno della chiesa della Madonna dell’Ascensione dalla realizzazione della grande cappella di Santa Croce delle quasi stesse dimensioni, l’autore richiama l’attenzione sui metodi di creazione del »sacrum teatrum« discesi dal modificarsi della liturgia della matura età moderna. E s’impegna, inoltre, nell’indagine delle linee guida e dei risultati dello sforzo comune dei francescani dell’isolato convento e della società urbana della vicina citta di Curcola come ciò che definì nelle sue forme questa complessa architettura quasi senza eguali in Dalmazia.

Ključne riječi

Hrčak ID:

193041

URI

https://hrcak.srce.hr/193041

Datum izdavanja:

20.2.2017.

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