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Izvorni znanstveni članak

I primi tentativi di unificazione del Canale di Dubrovnik con le altre regioni croate

Stijepo Obad


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str. 355-365

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Sažetak

Fino alla metà del secolo 19. il Canale di Ragusa è, dal punto di vista economico-sociale, una zona retrograda della regione ragusea, arretrata nell’agricoltura, artigianato e commercio, con una popolazione prevalentemente dipendente della nobiltà ragusea. Le cause di questo stato di cose vanno ricercate nei rapporti terrieri insoluti, nonché nelle misure politiche ed extraeconomiche introdotte dall’Austria e tendenti a rallentare lo sviluppo delle forze economiche nei neooccupati territori della spenta repubblica di Ragusa.
Non si può parlare nemmeno di una vita politica per il fatto che, nel corso di alcuni decenni di occupazione austriaca, regnava un’assoluta indifferenza interrotta temporaneamente dell’arrivo del nuovo sindaco, podestà, funzionari municipali e giudiziari, consiglieri ed assessori, serdari e capitani.
I malcontenti aumentano alla vigilia del 1848. con l’introduzione della decima e il conseguente prevalere dell’anarchia, omicidi, furti e soprusi di ogni genere, specialmente per opera dei funzionari che sfruttano la propria posizione per avanzare a spese dei contadini, analfabeti e privi di educazione.
Gli albori di una coscienza nazionale risalgono al 1848. Fino allora gli abitanti del Canale non si erano resi conto di appartenere ad un’unità etnica più vasta, ma si attribuivano il nome regionale. Il nome croato non era, invece, ancora conosciuto.
Gli inviti italiani di aderire alla ricostituita repubblica di Venezia qui non fecero presa, come nella rimanente Dalmazia. Soltanto il clero, specialmente quello più anziano, cerca di convincere la popolazione a schierarsi da parte dell’Italia, essendo questa sede del papato. Però i contadini non dettero ascolto; le loro aspirazioni erano quelle di liberarsi dai propri padroni terrieri, di orientamento slavo e leali nei confronti dell’Austria. I sostenitori della rivoluzione italiana a Dubrovnik sfruttano i loro dissensi istigando i contadini contro l’aristocrazia e il potere austriaco. Gli inviti croati ebbero, invece, una certa risonanza. Tre comuni di questa zona, Cavtat, Pridvorje, Pločice, accolsero tredici inviti, dei quali si discusse alla riunione del consiglio municipale, a cui presero parte, oltre ai consiglieri, pure i capi dei villaggi del Canale. Vi fù votata, e confermata con firme, una risposta ai Croati, nella quale si diceva, tra l’altro, che non era giunto ancora il momento per l’unificazione. L’amministrazione comunale non era in grado di compiere un atto di disubbidienza, dato che le autorità superiori impedivano l’unificazione della Dalmazia alla Croazia. Comunque, nella risposta si asserisce che gli abitanti del Canale si sarebbero uniti soltanto ai Croati, qualora si fossero liberati dall’Austria, e la Croazia dall’Ungheria. L’idea fondamentale di questa risposta era in armonia con la situazione reale in cui si trovava la regione e la Dalmazia in generale. L’importanza di tale risposta, che riflette lo spirito slavo, stà nel fatto che essa proviene da una regione, da secoli acclusa nell’ambito della repubblica di Dubrovnik, ove la tradizione nazionale croata non era tanto radicata, come nella rimanente Dalmazia. Il documento stà a testimonianza dell’inizio di una presa di coscienza nazionale in questa regione. È così che, nel 1848. furono gettate le basi per un’azione tendente all’unificazione di questa zona e di tutta la più vasta regione di Dubrovnik con le rimanenti terre croate, azione che troverà la sua piena espressione nella seconda fase del Risorgimento nazionale.

Ključne riječi

Konavle, Dubrovnik, unificazione

Hrčak ID:

244838

URI

https://hrcak.srce.hr/244838

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