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UN SECOLO E MEZZO DI CIRCOSTANZE FAVOREVOLI E SFAVOREVOLI A FIUME E NEI DINTORNI (1465—1627)

Danilo Klen


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str. 17-26

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Nel periodo menzionato nel titolo si alternavano a Fiume e nei dintorni degli avvenimenti che impressero alla vita della città di quel periodo, ma anche di quelli seguenti, un timbro e delle conseguenze indelebili.
Il periodo sotto l’amministrazione feudale dei Walsee fino agli anni settanta del XV secolo, contrassegnato da un’economia molto vitale e florida, viene interotto dalle scorrerie dei Turchi dalla Bosnia. Rapinando, uccidendo e trascinando via i prigionieri fatti schiavi, passano attraverso l'entroterra fiumano avviati verso la Carniola, l’Istria ed il Friuli. Le strade che conducono verso Fiume divengono insicure. Gli Asburgo, venuti in possesso di Fiume proprio in questi decenni, fanno deviare i commerci dall’entroterra verso Trieste. Il diffondersi della loro influenza sull’Adriatico provoca l’ostilità duratura di Venezia. Lo scontro armato all’inizio del XVI secolo viene pagato molto caro da Fiume. Nell’anno 1515 le vengono concesse due fiere annuali esenti dal fisco e nell’anno 1530 riceve anche il suo statuto. Durante una decina di anni successivi Fiume è amministrata dai capitani locali e dai sottocapitani Nikola Jurišić e altri. In tale periodo la »glagoljica« (il glagolitico) è presente non solo nella chiesa fiumana ma anche nell’amministrazione comunale. Nell’anno 1531 il vescovo Benja Kožičić da alle stampe a Fiume dei libri in glagolitico. Nei seguenti decenni Fiume, in particolare grazie all’attività del suo capitano Barbo Franjo (1560—1569), partecipa al movimento riformista. La situazione economica diviene grave sopratutto da quando nell’anno 1537 gli Uscocchi stabilitisi a Segna cominciano a combattere dapprima contro i Turchi e poi contro Venezia. Fiume rimarrà legata alla loro sorte anche materialmente fino al loro allontanamento da Segna. E sarà vittima di persecuzioni veneziane e di blocchi economici. Questa situazione viene sfruttata dal vescovo di Pola, preposto a Fiume, che prosegue a far pressione, già iniziata nel secolo scorso, sui fiumani affinché abbandonino la »glagoljica« e la celebrazione della messa in croato. Vengono così realizzate le decisioni della controriforma del Concilio tridentino con il quale all’ordine dei gesuiti ed ai vescovi viene affidata la repressione, tra l’altro, della lingua popolare nella liturgia. Agli inizi del XVII secolo nella chiesa parrocchiale fiumana viene introdotto il bilinguismo. Ciò nonostante negli anni venti del XVII secolo il vescovo di Segna ed i sacerdoti »glagoliti« riescono, quasi contemporaneamente con i preparativi per l’arrivo dei gesuiti a Fiume, a trasportare nella città da Graz, grazie all’aiuto del francescano Fr. Glavinić, la stamperia glagolitica confiscata ai protestanti di Urach. Rimarrà inattiva per due anni e infine per intervento dei gesuiti verrà spedita a Roma. Nell’anno 1627 i gesuiti aprono a Fiume un ginnasio con l’insegnamento in latino. Questo sviluppo culturale inferirà un duro colpo alla lingua croata a Fiume e i gesuiti già alla fine di questo secolo possono vantarsi che nella città di Fiume si parla la lingua italiana tre volte di più che non al loro arrivo nella città.

Ključne riječi

Hrčak ID:

327023

URI

https://hrcak.srce.hr/327023

Datum izdavanja:

1.4.1989.

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Posjeta: 503 *