Atti, Vol. LV No. 1, 2026.
Original scientific paper
Podestà e vicari podestarili al “confine orientale d’Italia”: l’esempio di Trieste comunale (1280-1370)
Filippo Vigini
; Ricercatore indipendente Trieste – Italia
Abstract
Tra il 1280 e il 1370 circa Trieste fu un comune pienamente autonomo. Sul piano
istituzionale, la magistratura più importante era quella del podestà forestiero, un
ufficiale eletto ogni sei mesi dal Maggior Consiglio cittadino con l’incarico di governare
la città in modo imparziale. Nelle sue funzioni egli era affiancato da un entourage
di propria elezione (la familia), anch’esso composto da forestieri, all’interno
del quale avevano grande importanza i vicari, i giureconsulti che amministravano
la giustizia. Le liste dei podestà dimostrano che il comune si affidava a un’alternanza
regolare fra i conti di Gorizia e i membri della nobiltà veneziana e friulana,
in modo da mantenere una linea politica equidistante fra le principali potenze
dell’area altoadriatica. I vicari provenivano invece da diverse città del Veneto, della
Lombardia, dell’Emilia e della Romagna e portavano con sé tutta l’esperienza e la
cultura giuridica e politica che animavano la civiltà comunale. Spesso ricoprivano il
loro ruolo al servizio di podestà diversi, a testimonianza del fatto che le scelte dei
rettori tenevano conto anche del giudizio dell’elemento locale. La civitas esercitava
infatti un forte controllo sull’operato dei magistrati forestieri, talvolta criticandolo
e contestandolo anche in modo violento.
Keywords
Trieste, medioevo, comuni, podestà, vicari podestarili, politica
Hrčak ID:
348672
URI
Publication date:
1.7.2026.
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