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Izvorni znanstveni članak

Il ruolo dei Ruteni nelle edizioni seicentesche dei libri liturgici glagolitico-croati

Emanuela Sgambati

Puni tekst: hrvatski, pdf (21 MB) str. 103-122 preuzimanja: 185* citiraj
APA 6th Edition
Sgambati, E. (1983). Udio Rusina u izdavanju hrvatskih glagoljskih knjiga u 17. stoljeću. Slovo, (32-33), 103-122. Preuzeto s https://hrcak.srce.hr/14428
MLA 8th Edition
Sgambati, Emanuela. "Udio Rusina u izdavanju hrvatskih glagoljskih knjiga u 17. stoljeću." Slovo, vol. , br. 32-33, 1983, str. 103-122. https://hrcak.srce.hr/14428. Citirano 13.12.2019.
Chicago 17th Edition
Sgambati, Emanuela. "Udio Rusina u izdavanju hrvatskih glagoljskih knjiga u 17. stoljeću." Slovo , br. 32-33 (1983): 103-122. https://hrcak.srce.hr/14428
Harvard
Sgambati, E. (1983). 'Udio Rusina u izdavanju hrvatskih glagoljskih knjiga u 17. stoljeću', Slovo, (32-33), str. 103-122. Preuzeto s: https://hrcak.srce.hr/14428 (Datum pristupa: 13.12.2019.)
Vancouver
Sgambati E. Udio Rusina u izdavanju hrvatskih glagoljskih knjiga u 17. stoljeću. Slovo [Internet]. 1983 [pristupljeno 13.12.2019.];(32-33):103-122. Dostupno na: https://hrcak.srce.hr/14428
IEEE
E. Sgambati, "Udio Rusina u izdavanju hrvatskih glagoljskih knjiga u 17. stoljeću", Slovo, vol., br. 32-33, str. 103-122, 1983. [Online]. Dostupno na: https://hrcak.srce.hr/14428. [Citirano: 13.12.2019.]

Sažetak
Il ruolo dei Ruteni nelle edizioni seicentesche dei libri liturgici glagolitico-croati
Come è noto, sin dagli inzi della sua esistenza la Sacra Congregazione di Propaganda Fide si propose di fornire ai Paesi Slavia del Sud, nell'ambito dei propri piani missionari, libri di carattere liturgico e di istruzione religiosa. Un problema preliminare fu allora di stabilire la formula linguistica di tali edizioni. Nel campo delle edizioni liturgiche distinguiamo una prima e una seconda fase. Nella prima i collaboratori croati di Propaganda Fide adottarono lo slavo ecclesiastico di redazione croata. Più tardi Levaković finì per abbandonare il glagolitico croato e scegliere lo slavo ecclesiastico di redazione rutena. Su tale scelta fu determinante l'influsso dei Ruteni presenti a Roma. Ma mentre si é sinora molto insistito, spesso a torto; sul ruolo del vescuvo uniato Metodio Terlecki, non si è parlato invece dell'influenza di altri Ucraini, come Padre Nicola Novak, sui quali si sofferma il presente articolo. Quali sono le ragioni per le quali i Croati rinunziarono infine alla propria tradizione e accettarono la lezione dei Ruteni? Anche di questo si è molto parlato. In definitiva si può dire che oltre al prestigio di cui godeva la "competenza" degli Uniati in campo slavo-ecclesiastico, dovettero avere valore determinante ragioni di carattere politico, vale a dire il riconoscimento di Roma, come appare dai documenti che qui si adducono, della maggiore attitudine dei Ruteni e della redazione rutena dei libri liturgici a riportare tutti gli Slavi orientali, innanzi tutto i Russi, all'unità della Chiesa. Bivalente fu il rapporto dei Ruteni con l'ambiente romano: da una parte gli Ucraini impongono a Roma una scelta linguistica alternativa rispetto alla precedente; d'altra parte solo a Roma essi acquisirono quella convinzione della "autorevolvezza" dello slavo ecclesiastico di redazione russa in termini critici prima a loro sconosciuti. Infine il fenomeno dell'uniatismo ruteno contribui, come si mostra per rapidi accenni nell'articolo, a sua volta alla occidentalizzazione della cultura rutena del Seicento.

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