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Nuovi piani regolatori di "Città italiane" dell'Adriatico orientale (1922-1943)

Ferruccio Canali ; Università di Firenze


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str. 359-475

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Il primo biennio d’attività del podestà Enrico Paolo Salem, apertosi nel
1934 ma che trovava nel 1935 il proprio anno di organizzazione e pianificazione di tutta
l’attività successiva, veniva celebrato come un “bilancio stupefacente” che, a partire
dall’approvazione del primo Piano regolatore di Trieste italiana, vedeva tutta la vita
cittadina iniziare a trasformarsi nelle sue infrastrutture, nei suoi impianti insediativi, in
molti servizi, ma anche in importanti ‘fulcri simbolici’ come il Colle di San Giusto. La
«fervida attività» e la «tenacia» di Salem, spalleggiato a livello della politica nazionale
da Giuseppe Cobolli Gigli, mettevano mano a importanti nodi strutturali, coordinati
con la principale imprenditoria cittadina (da Augusto Cosulich a Guido Segre, dalle
Assicurazioni Generali alla Riunione Adriatica di Sicurtà al Lloyd Triestino), con il
sistema del Credito bancario locale e con iniziative di Stato che miravano a far uscire
Trieste dalla stasi economica del porto, diversificandone le vocazioni economiche e
‘inventandole’ una importante collocazione nel panorama industriale italiano. Previsioni
urbanistiche, Architettura e Ingegneria erano chiamate a realizzare fisicamente quel
programma, con tutte le mediazioni, le polemiche e i bilanciamenti che un programma
tanto ardito imponeva.

Ključne riječi

politica culturale, piano regolatore, Trieste

Hrčak ID:

170222

URI

https://hrcak.srce.hr/170222

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