Izvorni znanstveni članak
https://doi.org/10.15291/sponde.5001
“Un’altra volta lo sognai”: sogno, esilio e identità in Enrico Morovich
Nicolò Dal Bello
orcid.org/0009-0002-1232-3213
; Università per Stranieri di Perugia
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* Dopisni autor.
Sažetak
La figura di Enrico Morovich (Pecine, 1906 – Lava-gna, 1994) occupa un ruolo appartato nella lettera-tura italiana del secondo Novecento, muovendosi tra il realismo memoriale e la scrittura onirica di matrice surrealista. Nato in una città di confine e segnato dall’esperienza dell’esodo giuliano-dalmata, Morovi-ch elabora in due opere emblematiche – Racconti di Fiume e altre cose (1985) e Un italiano a Fiume (1993) – una riflessione sulla complessità di un’identità pluri-stratificata attraverso un intreccio tra favola, sogno e autobiografia. Nel primo volume, la memoria si tradu-ce in paesaggio psichico onirico e simbolico, costruito con un linguaggio di metamorfosi e visioni che anti-cipano la successiva interiorizzazione autobiografica. In Un italiano a Fiume, invece, la componente auto-biografica si intensifica e la rievocazione si fa esercizio di autoanalisi: Fiume non è soltanto un luogo perduto, ma un interlocutore sentimentale, una proiezione in-teriore in cui il soggetto tenta di ricomporre la frattura dell’esilio. Letti in dialogo, i due volumi delineano un percorso unitario di riflessione sul rapporto tra me-moria, identità e scrittura. Morovich elabora la ferita della propria condizione diasporica trasformandola in atto creativo, costruendo una “geografia dell’anima” in cui il reale e l’immaginario si sovrappongono. In que-sta prospettiva, la narrativa morovichiana si afferma come testimonianza e, al contempo, come esercizio di resistenza poetica contro l’oblio: un atto di rigenerazione della memoria attraverso il linguaggio.
Ključne riječi
surrealismo, esilio, memoria, identità, racconto
Hrčak ID:
342494
URI
Datum izdavanja:
22.12.2025.
Posjeta: 251 *