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Izvorni znanstveni članak

https://doi.org/10.15291/sponde.4828

Di lingua in lingua. Traduzione e ospitalità

Donatella Di Cesare ; Università La Sapienza di Roma *

* Dopisni autor.


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str. 11-28

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Sažetak

Il saggio esplora l’evoluzione della riflessione filosofica sulla traduzione, da questione pratica a problema esistenziale, linguistico e politico. Partendo dal riconoscimento dell’alterità come elemento costitutivo del linguaggio, si ripercorre la storia della traduzione come esperienza del limite tra proprio ed estraneo, attraverso figure fondamentali come Schleiermacher, Heidegger, Rosenzweig, Benjamin e Derrida. In particolare, la traduzione della Torà da parte di Buber e Rosenzweig è presentata come un atto di resistenza contro l’appropriazione linguistica, proponendo un modello di traduzione che rispetti l’irriducibile estraneità dell’originale. Per Benjamin, la traduzione non è solo passaggio interlinguistico ma movimento fondamentale del linguaggio stesso, in grado di liberare il senso nascosto nei testi e di generare una “lingua pura” che anticipa una redenzione linguistica e storica. In opposizione all’uniformazione globale e al dominio del “globanglese”, il testo propone una politica del tradurre fondata sul dialogo tra le lingue, come atto sovversivo, etico e messianico. Il traduttore diventa così figura centrale di un progetto di libe-razione, custode di un patrimonio plurale ma nello stesso tempo anche dell’unitarietà.

Ključne riječi

tradurre; filosofia; unificazione e pluralità; le identità; alterità

Hrčak ID:

333835

URI

https://hrcak.srce.hr/333835

Datum izdavanja:

18.7.2025.

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Posjeta: 444 *